Prendendo spunto dal post precedente e dopo aver visto la campagna integrata Smokefree contro il fumo promossa dal Dipartimento della Salute inglese, mi viene da pensare che spesso, nel mondo pubblicitario, si usano due pesi e due misure. La campagna D&G, ad inizio gennaio era stata aspramente criticata e bandita proprio in Gran Bretagna per un uso sconsiderato di immagini violente, dove si vedevano persone accoltellate. Ebbene oggi mi ritrovo nella stessa nazione, anche se per una causa diversa, con delle immagini del genere.


Adesso mi chiedo raffrontando le due campagne quale di esse sia la più violenta. E’ necessario avere in mano un coltello o una pistola per poter essere censurati? Invece quando ti “trafiggono la faccia” con un arpione da pesca e ti tirano come se fossi un tonno rientra tutto nella norma del “benedetto” codice di disciplina pubblicitario. Magari c’è una sfumatura più sottile. I cosiddetti enti “istituzionali” possono permettersi una campagna così estrema perchè la loro è una “giusta causa”, mentre tutto ciò che non è istituzionale, quindi spinto dal profitto, va bandito e censurato.
[via Smoke Free]
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