Dal sito dell’Ansa: “Il logo per l’immagine dell’Italia creato da Landor Associates, vincitore del concorso, è composto dalle lettere “it” disegnate con una curva morbida, che evoca movimento, flessibilità e fantasia. La “i”, di colore nero, nel carattere richiama il mondo classico e la tradizione italiana. E’ sovrastata da un punto di colore rosso. La “t” è verde, per rafforzare l’immagine di un Paese ricco dal punto di vista naturalistico e, al tempo stesso, completare il tricolore, rendendo inequivocabile il riferimento all’Italia. Il carattere usato per le altre lettere della parola “Italia” esprime modernità. Il fondo del logo è completamente bianco. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Ricardo Franco Levi ha spiegato che il nuovo marchio ha ricevuto un’accoglienza molto favorevole presso il campione di cittadini che sono stati intervistati in proposito.”
Faccio un pò di cronistoria su come si è arrivati a questa specie di logo, anche se definirlo proprio così è sbagliato, sarebbe meglio chiamarlo un “pasticcio” costituito da una lettera ed alcuni segni incomprensibili.
In Italia in realtà esiste già un marchio realizzato nel 1990 (nel periodo di Italia ‘90) dall’Enit, l’ente italiano per la promozione turistica, ma da quella data non è mai stato utilizzato. Comunque, torniamo a noi, la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva bandito lo scorso settembre una gara per l’“Ideazione e realizzazione di un logo per la promozione, in modo coordinato, dell’immagine dell’Italia, al fine di rafforzare le potenzialità turistiche sia nel Paese che all’estero”. Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 settembre 2006 (di cui si è persa la traccia) e prevedeva un compenso massimo di 100.000 euro, inoltre per poter partecipare alla gara era necessario inviare alla stessa Presidenza, entro il 16 ottobre, la documentazione comprovante alcuni requisiti richiesti. Tra questi requisiti c’era quello di “avere un fatturato complessivo
degli ultimi tre anni non inferiore al milione di euro”. Un bel requisito, che taglia fuori tutti i giovani professionisti (incluso il sottoscritto) e firmata dal governo delle sinistre. Continuiamo. Il concorso quindi è stato indetto il 29 settembre e prevedeva la presentazione delle domande di partecipazione entro il 16 ottobre. Dopo più di un mese, il 27 novembre, agli studi ammessi veniva inviato un generico brief con l’indicazione della data di consegna degli elaborati fissata per il 15 dicembre. In questa circostanza non c’era nessuna indicazione su cosa dovesse essere presentato e come (numero di proposte? numero di tavole? tipo di supporto?). Quindi poco più di due settimane per concepire il lavoro (ponte dell’Immacolata compreso), ma i grafici, si sa, sono abituati alle imprese impossibili e in più di uno si saranno messi al lavoro. Ma poi cosa succede? Che il giorno prima della scadenza, alle ore 13 la Presidenza del Consiglio comunica, attraverso una mail, che la data di scadenza è stata posticipata di un mese, al 12 gennaio 2007. Dal testo si evince che coloro che ci governano hanno pensato che le feste di Natale sono ormai prossime e quindi per questo motivo tutto viene rimandato. Sarà vero? O, invece, bisognava aiutare qualcuno a finire il lavoro?
Al di là della generale insipienza dell’organizzazione, balza agli occhi la totale mancanza di rispetto per il lavoro altrui, dato che prevedibilmente tutti i partecipanti avevano già concluso (con tutti i sacrifici del caso) i progetti da consegnare. Il concorso è nato decisamente male, è finito peggio, con l’ombra di tutti i possibili ricorsi (chi ha già consegnato il materiale potrà modificarlo? E chi non ha ricevuto l’email?) e l’incertezza di un annullamento finale.
Lo scopo della gara era quello di dotare anche l’Italia di un marchio commerciale da utilizzare per la promozione turistica di tutte le iniziative del Belpaese. Una strada già intrapresa da tempo da vari paesi concorrenti del nostro e di cui il precedente forse più illustre è quello della Spagna che firma, dal 1983, tutta la propria promozione con il disegno “Espana” di Juan Mirò.
La Francia ha realizzato nel 1997, con un restyling nel 2000, il logo “Maison de la France”, mentre la Germania utilizza per l’immagine turistica lo stesso elegante coordinato istituzionale realizzato nel 1997 da MetaDesign. Due anni fa anche la Grecia ha varato il proprio marchio turistico “Wonderful Greece” risultato di un concorso internazionale. Da qualche mese anche la Repubblica Ceca ha concepito la sua nuova immagine. Il nuovo logo è caratterizzato dall’utilizzo di una serie di “fumetti”, posti sopra la scritta “Czech Republic”, che si connotano come un “sistema” grafico in grado di essere declinato facilmente per ogni tipologia di applicazione e comunicazione.
[via Ansa]
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…tristeeessa, per favore vai viiiaaa…. non ci sono più parole, sono solo stanca!
meghi
22 Febbraio 2007
Condivido a pieno le tue osservazioni riguardo le modalità confuse della gara d’appalto…e ribasdico che il nuovo logo del ente turistico italiano lascia poco o nulla nella mente di chi lo guarda. Ti lascio il link a quel del ente turistico portoghese realizzato a quando della expo 2000 …e mai cambiato. Se funziona perché cambiare?
http://www.visitportugal.com/Cultures/it-IT/default.html
LuisB
22 Febbraio 2007
[…] sull’argomento: Fratelli d’Itali, Dimensioni blog, Sbloob. Sergio Maistrello, Walking […]
DestraLab » Blog Archive » Metafore
23 Febbraio 2007
Il logo “Italia” è stato utilizzato e molto, anche dalle aziende di promozione turistica ad esempio e nei cataloghi…
Ed era sicuramente meglio di questa fetecchia.
Axell
24 Febbraio 2007
Italia.it un Sito con uno Strano Rapporto Prezzo-Qualità …
Italia.it è il portale istituzionale(tradotto: pagato da noi) del turismo italiano. Cosa vi aspettereste da un sito costato 45 milioni di euro a cui si sta lavorando da alcuni anni. Probabilmente il meglio per l’interattività , realtà virtua…
Divario Digitale
25 Febbraio 2007
[…] al progetto un ottimo copywriter, ma che evidentemente ha fatto lavorare due stagisti come grafici. Il logo, infatti, è oggettivamente bruttino, poco originale, ed usa 4 tipi di caratteri diversi, sfidando […]
Raptxt - keep it terron » italia.it non fa così tanto schifo
26 Febbraio 2007
Effettivamente per i soldi spesi si poteva fare di meglio, molto meglio. Comunque se hanno partorito quella cagata e per di più scopiazzata come idea da altri logo, ben gli stà a quei coglioni che l’hanno scelto. Polli quelli che l’hanno pagato così tanto
enio
27 Febbraio 2007
Visto che il logo non piace, partecipate a questo progetto:
FACCIAMO DELL’ITALIA UN LOGO MIGLIORE
http://www.felter.it/logomigliore.htm
Felter Roberto
27 Febbraio 2007
“Tra questi requisiti c’era quello di “avere un fatturato complessivo degli ultimi tre anni non inferiore al milione di euro”
ma dico..ci rendiamo conto? tutti i giovani, precari -ricordiamolo!!!- sono stati praticamente tagliati fuori!!!
viva l’Italia
enrica
28 Febbraio 2007
Siamo la vergogna d Europa!
All estero ridono tutti di noi da anni!
E’ tempo di guerra civile ragazzi
uniamoci!
fabio
19 Maggio 2007
[…] del logo non è affatto nuova ed anzi vanta numerosi precedenti internazionali: a dire il vero, forse bastava quello già utilizzato dall’Enit da una ventina d’anni. […]
.commEurope » Blog Archive » Muore il Governo, nasce Italia.it
11 Giugno 2007