Interessante dibattito avviato dal Wall Street Journal tra due esperti della comunicazione sul Web 2.0: sogno o incubo?.
Il boom di internet, grazie ai blog e a siti come YouTube o Myspace, ha trasformato i lettori in autori e quindi produttori di contenuti testuali, foto e video. Ma, si chiede il Wsj, questa democratizzazione dell’informazione è veramente il futuro della rete o piuttosto un incombente disastro?
Andrew Keen, autore di “The Cult of the Amateur: How Today’s Internet is Killing Our Culture”, sostiene che quando tutti rivendicano di essere autori non può esserci arte, nè informazione credibile e quindi, alla fine, neanche un pubblico. Insomma, per Keen il Web 2.0 è l’incubo che finirà per sommergerci tutti.
David Weinberger, autore di “Everything is Miscellaneous: The Power of the New Digital Disorder”, sostiene invece che gli strumenti del Web 2.0 permetteranno agli utenti di filtrare le informazioni ininfluenti facendo emergere quanto di buono e di potente c’è nell’informazione partecipativa.
Dibattito da non perdere, aperto anche agli interventi dei lettori.
Technorati tags: web 2.0, Andrew Keen, David Weinberger







Se l’informazione si apre alla partecipazione e alla varietà dei punti di vista, il concetto stesso di pubblico viene meno, secondo me, a favore della co-autorialità : questa è evoluzione, non degrado…
Sara
27 Luglio 2007