C’è qualcuno
che non sa
più cos’è un uomo…
c’è qualcuno
che non ha
rispetto per nessuno!
Sembra non finire mai la telenovela sul tragi-comico sbarco on line del portale del turismo Italia.it. Le successive mobilitazioni non sono state sufficienti per spingere il Governo a dar seguito alle numerose richieste di trasparenza. Il desiderio di conoscere in profondità e in dettaglio la genesi del criticatissimo portale, sostanziatosi in una lettera aperta sottoscritta da migliaia di utenti, è stato rigettato per due volte, l’ultima nelle scorse ore, ed ha il sapore di una sentenza definitiva.
Dopo la lettera al Governo promossa da Scandalo Italiano, firmata da 1500 persone, e dopo una prima risposta governativa che rimandava ogni decisione alla Commissione, ora quest’ultima ha inviato questa lettera.
Dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l’Innovazione e le Tecnologie - Ufficio per l’ordinamento giuridico della Società dell’Informazione.
Roma, 10 luglio 2007
Oggetto: Richiesta di accesso a documenti amministrativi ex lege 241/1990
Con riferimento all’istanza del 2 aprile 2007 con cui “Scandaloitaliano”
ha richiesto il rilascio della documentazione attinente la realizzazione del progetto del portale del turismo italia.it, si comunica che, conformemente a quanto espresso dalla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi di cui all’art.27 della L. n.241/90, l’istanza presentata non possa essere accolta.Infatti la giuriprudenza maggioritaria e l’opinione ormai stabilizzata dalla stessa Commissione si sono consolidati nel senso che il diritto di accesso, riconosciuto dall’art.22 L.241/90 non configura una sorta di azione popolare diretta a consentire un generalizzato controllo dell’attività della Pubblica Amministrazione, ma deve correlarsi ad un interesse qualificato che giustifichi la cognizione di determinati documenti.
Nel caso di specie, non si è rilevato un interesse diretto, concreto, attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata e collegata ai documenti ai quali è chiesto l’accesso, così come previsto dal nuovo art.22 della L.241/1990, novellato dalla L. n.15/2005.
La posizione legittimante l’accesso è costituita da una posizione giuridicamente rilevante e dal collegamento qualificato tra questa posizione sostanziale e la documentazione di cui si pretende la conoscenza (Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2004, n.127),posizione sostanziale non individuabile nell’aggregazione spontanea “Scandaloitaliano”, dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa.
Il Capo Dipartimento
Ing. Ciro Esposito
Andando al sodo i firmatari di quella lettera aperta non costituiscono, secondo la Commissione, un soggetto giuridico che possa esercitare il diritto all’accesso ai documenti su Italia.it. Un’affermazione che, com’è ovvio, scatena nei promotori ulteriore indignazione.
A questo punto l’ultima speranza parrebbe essere la richiesta di documenti formalizzata a giugno dall’associazione dei consumatori Generazione Attiva, che riprendeva i contenuti della lettera aperta di Scandalo Italiano.
Un’ultima considerazione vorrei farla sullo scrivente della lettera sopra esposta, in particolare sul testo che segue: “…posizione sostanziale non individuabile nell’aggregazione spontanea “Scandaloitaliano”, dal momento che la semplice riunione di soggetti non legittimati all’accesso non può creare ex se la prescritta legittimazione in capo alla riunione stessa”. Caro ingegnere, capisco che la sua è una “posizione istituzionale” ma, usare ben 33 parole per dire che “Scandalo Italiano non è giuridicamente riconosciuto” non mi fa pensare al puro burocratese ma ad un nuovo Codice Enigma.
Technorati tags: scandalo italiano, italia.it
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Recentemente ho avuto modo di vedere sulla BBC lo spot per Italia.it. Inconsistente e vanesio quanto il sito. Oltretutto un somo passaggio in in un mese. Ma che pianificazione hanno usato?
AAA Copywriter
11 Luglio 2007
un progetto iniziato male, finito peggio!
Pino
12 Luglio 2007