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una frase, un pensiero

Sono pochissimi coloro che non diventano più interessanti quando smettono di parlare.
Mary Lowry


Sono lieto di presentarvi la prima edizione de “La Linea Invisibile, sguardi sul confine del disagio psichico”, che si terrà a Pescara dal 19 al 27 maggio 2007 e alla quale il sottoscritto ha contribuito con la realizzazione del sito Web.
L’idea portante della manifestazione è quella di stimolare, attraverso l’arte l’emotività, l’attenzione, la sensibilità degli individui nei confronti di tutte quelle problematiche legate al disagio psichico, mentale, con l’unico fino di fornire un contributo al superamento dello stigma, del preconcetto e della discriminazione. L’evento sarà composto da due mostre fotografiche, una mostra di pittura e 8 film documentari dal 24 al 27 maggio presso il Cinema Teatro Massino; interverranno molti personaggi noti tra i quali i fotografi Stefano Schirato e Giampiero Assumma e il fumettista Roberto Battestini. La direzione artistica è di Guido D’Alessandro e Stefano Schirato.
Sul sito www.lalineainvisibile.org potete prendere informazioni più dettagliate e scaricare il programma dell’evento.

L'Urlo 

In ultimo riporto questo testo, tratto dalla brochure che promuove l’evento, scritto dal fumettista Roberto Battestini (anche il visual dell’immagine postata sopra è una sua opera): “Primordiale, atavico L’urlo è l’urlo di chi non ce la fa: di chi lotta, già nel momento della nascita, per uscire, senza desiderarlo a fondo, in un mondo ostile, ma dove si deve - comunque - andare. Questa es/pulsione è, può rimanere, follia; fin dal primo momento. Forse è proprio questa l’esperienza della malattia mentale, intesa come ri/nascita da feto in/maturo in una realtà che ti respinge perché malato e quindi non più affidabile, affrontabile, portavoce di una devianza il cui filo di voce sentiamo, a tratti, anche dentro di noi. Non è follia stare in bilico su questo filo, come trapezisti distratti, troppo sicuri di non cadere? L’urlo è , ancora, il pianto nuovo del neonato, una ricerca di ossigeno, depredato dal respiro degli altri, visti ora - o forse da sempre - come nemici, dottori affannati, camici bianchi vuoti, oggetti scevri di senso. il protagonista dell’urlo ha mani piccole da bambino, la bocca in primo piano, l’energia che si confonde al dolore, all’inconsapevolezza, alla disperazione, alla solitudine di chi sa che nasce e muore solo. Se, come ha detto Sartre, l’uomo è condannato ad essere libero: condannato perché non si è creato da se stesso, e pur tuttavia libero, perché, una volta gettato nel mondo, è responsabile di tutto ciò che fa, allora la follia è non poter accettare il non senso della condanna a questa libertà che - nella sua vastità - annienta. Se non ci sono più guide, né eroi, né Dei allora le personalità si moltiplicano, le identità si sgretolano, e si insinua il demone della follia. E cos’è la follia? E’ come una voce che dapprima si confonde, poi si alterna e poi - ben presto - si sovrappone alla tua rendendoti altro perché ormai dentro di te la grottesca bestia neonata si è fatta strada; ecco, ha già reciso il tuo cordone ombelicale con la realtà. Potrà una linea invisibile ricreare il legame? La follia è stare in bilico su questo filo, come trapezisti distratti, troppo sicuri di non cadere.”


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3 Commenti a “La Linea Invisibile: sguardi sul confine del disagio psichico”

  1. un evento molto interessante su un tema dove spesso i pregiudizi vanno x la maggiore..

    marika

  2. Il disagio psichico è un territorio ampio e dai confini fluttuanti e spesso chi lo attraversa rimane senza orientamento…peccato che nn sono di Pescara sarei venuta volentieri.

    eloisa

  3. interessante iniziativa, poi quella di far conoscere il tema del disagio psichico attraverso le forme artistiche è il massimo.

    lorenz

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