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marketing y publicidad

una frase, un pensiero

Bisogna imparare la difficile arte di sparire a tempo.
Friederich Nietzsche


Clicca per ingrandireL’altro ieri sono stato presente, come ospite, ad un convegno organizzato a Pescara dal Gruppo Regionale TP Abruzzo e Molise, dal titolo “Pubblicità: pane quotidiano”. Questo evento dovrebbe aprire un ciclo di appuntamenti sulla comunicazione, per mettere a fuoco le esperienze abruzzesi puntando l’attenzione sul mezzo stampa, il quotidiano locale e le sue connessioni sul territorio. Partendo dalla pubblicità, per abbracciare un concetto più ampio e complesso di comunicazione, sono stati chiamati a lasciare la loro testimonianza professionisti, consulenti del settore e docenti universitari. L’interessante tema del convegno è stato purtroppo disatteso per la mediocre qualità degli interventi, in particolare quello del Sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso chiamato a disquisire su “l’ente locale che comunica”. Il primo cittadino di Pescara pur essendo bravo nel public speaking ha farcito il suo discorso con demagogia ed è stato più volte “ripreso” da Enrico Finzi, presidente dei TP, dicendo testualmente: “[…] lei ha un deficit culturale. Oggi non è ammissibile una comunicazione di tipo one way come Lei sostiene (vedi un’esempio) - ma di una interazione tra il soggetto emittente del messaggio e il destinatario, - ha concluso Finzi - caro D’Alfonso si apra un blog!”
L’intervento più atteso, e che non ha deluso le mie aspettative, è stato proprio quello di Enrico Finzi. Pochi speaker in Italia hanno la sua capacità di catturare il pubblico, per competenza e per verve oratoria, psico-sociologo, studioso dei fenomeni dell’evoluzione sociale, uno dei massimi esperti italiani nell’analisi dei trend futuri legati ai consumi e agli stili di vita. In questa occasione ha presentato una sintesi di due ricerche svolte da Astra intervistando utenti nazionali e locali, agenzie e centri-media. Dai dati che Finzi ha anticipato si percepisce un quadro stimolante per il panorama dei media locali, con elementi che dimostrano la crescita della comunicazione locale superiore a quella dell’advertising classico. Non vengono però nascosti i tanti punti da mettere a registro per rendere le emittenti radio e tv ed i quotidiani e periodici locali al pari con gli standard qualitativi nazionali.
Il lungo pomeriggio è stato “moderato” da Massimo Pomilio, socio TPP. In uno dei suoi interventi ha affermato: “Ogni giorno, ognuno di noi, in quanto consumatore, è investito da tornadi pubbliciari ed ogni giorno l’operatore della business community si relaziona con le tematiche connesse al mercato della pubblicità.” Io aggiungo: “Tornadi pubblicitari per niente creativi, anzi ripetitivi, che per noi consumatori sono delle vere e proprie pene quotidiane.”
L’evento è terminato con la presentazione del Premio Tp Abruzzo Molise Oscar Pomilio, intitolato al pubblicitario pescarese scomparso l’anno scorso, l’inaugurazione della mostra Grandi grazie alla pubblicità, e con la proiezione dei Leoni di Cannes 2006.
Per i prossimi incontri auspico interventi più interessanti e l’uso di tecnologie per renderli fruibili anche online magari con uno streaming in real time e poi riversarli su YouTube, e magari Second Life. Second Life? No, meglio non esagerare, mi fermo qui.


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