La mostra dal titolo -Pubblicità con Giudizio - che si è tenuta alla Stazione di Milano lo scorso novembre, e della quale vi ho parlato in questo articolo, dal primo di Marzo è sbarcata a Roma presso la stazione Termini. La mostra, in occasione del 40° anniversario dalla istituzione del Codice dell’Autodisciplina Pubblicitaria e del suo Istituto, intende illustrare il delicato e responsabile compito della valutazione dei messaggi pubblicitari. Vediamole queste campagne che si compongono di 6 sezioni: Il corpo dei desideri per la tutela della dignità della persona. Il sesso innanzitutto, o meglio, l’ “erotizzazione” della merce attraverso il corpo femminile: burrose mozzarelle, ammiccanti gelati al lampone e altri derivati del latte rappresentati da invitanti forme di seni femminili, oppure la bottiglia di birra posta tra le gambe di una procace bellezza latina affiancata dalla slogan “Fatti una cubana”; Credere o non credere, o l’inganno svelato, è una fantastica rassegna di trappole, inganni e falsità che non tendono a diminuire, anzi, con l’avvento della pubblicità che permette di comparare più prodotti dello stesso genere, i casi di annunci che “denigrano attività , imprese e prodotti altrui” sono moltiplicati (come quelli di Ryanair che, in più occasioni, mettono in ridicolo il competitor Alitalia); Colpire l’occhio contro immagini cruente o scioccanti, qui la creatività italiana diventa insuperabile. Dal corriere del Varesotto che per comunicare l’affidabilità del servizio (”il pacco è in buone mani”) mostra in primo piano il gesto scaramantico, alle immagini pulp per pubblicizzare le console dei videogiochi ; La cintura di sicurezza per il rispetto di regole di prudenza, ad esempio, nella guida di veicoli, e l’affermazione di modelli di consumo delle bevande alcoliche ispirati a misura e responsabilità ; Scherza coi fanti dedicata al rispetto della sensibilità religiosa, Oliviero Toscani la fa da padrone con il sedere sexy dei jeans Jesus (”Chi mi ama mi segua” - 1974) e con la foto del bacio in bocca tra la suora e il prete scattata per Benetton; I bambini ci guardano in relazione ai diritti dell’infanzia, come nel caso della pubblicità di Ciao Crem (la crema al cacao spalmabile che negli anni ‘70 cercò di fare concorrenza alla Nutella). In questa sezione viene esposta sia la prima versione della pubblicità con il bimbo imbronciato che ricatta “O mi dai ciao crem o non mangio” (censurata) sia la seconda (questa volta approvata) con lo stesso bambino che esultante urla “Mamma sei forte, mi hai dato ciao crem”. Di certo la prima era ben più efficace.
La mostra è visitabile a questo indirizzo:
Stazione Termini - Ala Mazzoniana - Mezzanino Giallo
via Giolitti 34 - Roma - (ingresso gratuito)






[via PressRelease]
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