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una frase, un pensiero

Nella preparazione delle battaglie ho sempre constatato che i piani sono inutili, mentre la pianificazione è indispensabile.
Dwight D. Eisenhower


Green AppleRicordate quest’azione di Greenpeace lo scorso 31 marzo a Roma in occasione dell’apertura del primo Apple Store? Ebbene la risposta di Steve Jobs non si è fatta attendere molto. Cinque pagine per difendersi dalle accuse di impresa produttrice di computer più inquinante al mondo. Cinque pagine per cercare di riconquistare la fiducia dei “verdi” patiti anche di tecnologia. Steve Jobs ha deciso di scrivere una lettera, dal titolo “A greener Apple” e pubblicata sul sito dell’azienda, per rispondere, punto per punto, a Greenpeace.

Nella lettera Jobs scrive che Apple, di solito insuperabile per strategia comunicativa, non ha fino ad ora voluto dare troppa visibilità a quello che ha iniziato a fare da tempo per migliorare la propria politica ambientale. La società di Cupertino, dice Jobs, ha già eliminato alcune sostanze tossiche dalla produzione e che altre ne toglierà entro la fine dell’anno. Ma ci sono anche le promesse. Per il futuro Jobs ha annunciato che Apple, entro la fine del 2007, presenterà i primi schermi senza arsenico e comincerà a vendere i primi Mac con schermo a Led senza utilizzare mercurio. La società di Cupertino porterà al 93 per cento il numero dei paesi dove realizza programmi di riciclaggio e nel 2010 i Mac riciclati arriveranno a coprire il 28 per cento dell’intera produzione. In questa specie di annunciata “rivoluzione verde” Jobs ha anche promesso che l’impresa aggiornerà con frequenza gli investitori in merito alle attività ambientali dell’impresa californiana.

Come nel più degno degli epistolari, non è mancata la risposta di Greenpeace. “Ieri sera Steve Jobs - ha dichiarato l’organizzazione ambientalista - ha deciso di regalarci una Apple più verde, accettando una parte delle richieste che Greenpeace, insieme a tanti Mac fan chiedevano da tempo”. La scelta di rendere più trasparenti le scelte ambientali e “la dichiarazione di voler eliminare alcune sostanze tossiche dai suoi prodotti viene visto come un concreto passo avanti.”
Io aggiungo, belle parole quelle di Jobs; il problema è che certa opinione pubblica si batte giustamente per l’ambiente, come faccio anch’io, ma si dimentica dei diritti dei lavoratori. Si può sperare che gli operai che assemblano i prodotti Apple in Cina, dipendenti di aziende fornitrici della casa di Jobs - 200 mila persone - possano cominciare a lavorare meno di 60 ore alla settimana, se non altro in applicazione dello stesso codice di condotta vigente nell’azienda della mela che diventa verde?

via


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2 Commenti a “Steve Jobs risponde a Greenpeace”

  1. Il mondo è curioso…
    due pesi e due misure…

    Sly

  2. ben detto. E’ così ovunque figurati che (mi sembra in brasile) proprio per la Apple ci sono aziende che fanno lavorare 12 ore su 24 tantissimi bambini.

    Lorenz

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