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L’iPhone 3G come i mutui subprime

Apple dice ai clienti che comprano un telefono nuovo, che avranno una raddoppiata capacità di connessione, ma alla metà del prezzo. Eppure, sempre negli States, legandosi al contratto di At&T possono arrivare a spendere 2000 dollari in due anni! Ecco dove nasce il paragone con i mutui subprime: prestiti resi attraenti dagli istituti di credito per chi non può acquistare una casa da solo, con un prezzo basso iniziale ma tassi di interesse che sul lungo termine si sono rivelati insostenibili. Lettura intrigante, ma che non regge come numeri e impatto sulle tasche dei consumatori.
Anche in Italia chi compra un iPhone 3G ha la doppia possibilità: acquisto del telefono o abbonamento. Il recesso anticipato costa 300 euro. Secondo un’inchiesta di Telefonino.net gli operatori “spingono” verso la seconda soluzione perchè ci guadagnano di più. E le tariffe, come aveva segnalato qualche settimana fa Il Sole-24 Ore, sono meno convenienti che nel resto d’Europa. Sarà forse anche per questo che su eBay, sia in Italia che all’estero, c’è chi ha messo in vendita l’iPhone. “Usato pochi mesi”, è la descrizione.

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iPhone: twice the speed, half the price

Sul sito italiano della Apple campeggia un messaggio che informa come l’iPhone 3G arriverà l’11 luglio. Intanto i nostri gestori di telefonia mobile già si danno da fare. Vodafone ha già allestito un sito dedicato per informare i suoi clienti: la compagnia telefonica ha fissato i prezzi di vendita on line dell’iPhone a 499 e 569 euro (!!!) per le versioni da 8 e 16 GByte di memoria interna per chi opterà per una scheda ricaricabile (il telefono si compra cioè privo di vincoli contrattuali e di Sim Lock ma si deve attivare con un numero dell’operatore) mentre per la clientela aziendale (con Partita Iva) il dettaglio dei piani tariffari verrà comunicato più avanti.
Tim ha confermato che commercializzerà l’iPhone 3G per i clienti prepagati e quelli in abbonamento in base alle esigenze di utilizzo dei clienti e come Vodafone ha creato un sito (al momento ancora non attivo) da cui prenotare il terminale direttamente via Web. Da dopodomani scatterà la campagna di promozione anche dei negozi Tim autorizzati (a cui oggi è fatto divieto di utilizzare il marchio Apple e le immagini del telefono) ma intanto c’è già chi si è mosso senza badare a spese (UniEuro, con una massiccia compagna pubblicitaria sui principali quotidiani nazionali) per propagandarne la prenotazione presso i propri punti vendita e (a breve) direttamente sul proprio sito.
A tre settimane dal debutto del nuovo iPhone in Italia, uno dei temi più trattati rimane quello del prezzo, che non sembra alla portata di tutti. Chi, fra gli appassionati italiani dei prodotti della Mela, aveva ipotizzato una vacanza negli Stati Uniti per mettere le mani sul melafonino spendendo 199 o 299 dollari deve ricredersi: il nuovo cellulare verrà venduto negli Stati Uniti, anche nei negozi Apple, solo a fronte della sottoscrizione di un contratto di 24 mesi con At&t e questo blinda (almeno inizialmente) i tentativi di chi, come successo con il vecchio modello, si era comprato l’iPhone in un Apple Store ed era tornato in Italia per effettuare lo sblocco necessario all’utilizzo del terminale sulle reti degli operatori locali.
Ed ecco che il senso delle parole pronunciate da Jobs sul palco del Moscone Center di San Francisco lo scorso lunedi: “Twice the speed, half the price”, il doppio della velocità alla metà del prezzo, sembra proprio una presa in giro.

iPhone Apple, Greenpeace denuncia

Cinque pagine per difendersi dalle accuse di impresa produttrice di computer più inquinante al mondo. Cinque pagine per cercare di riconquistare la fiducia dei “verdi” patiti anche di tecnologia. Steve Jobs qualche me fa scrisse una lettera, dal titolo “A greener Apple” e la pubblicò sul sito dell’azienda, per rispondere punto per punto, a Greenpeace che lo accusava di essere poco “attento al verde”.
Sono passati diversi mesi da quella notizia, c’è stato il lancio dell’iPhone e tutti ne sono diventati pazzi. Ne hanno scritto e parlato, anche Tobia (il mio gatto) ha iniziato a biascicare termini strani tipo “miaofon”. Oggi Greenpeace ha voluto vederci chiaro sul nuovo prodotto di Jobs e rilancia con questo video-denuncia.

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