Tag: monnezza

Domani nel sacchetto troveremo…

Domani 23 febbraio, a Napoli in Piazza Dante, dalle 12 alle 24 succederà qualcosa di speciale, sarà “il giorno del Rifiuto”. Cittadini incontreranno scienziati, medici, scrittori e giornalisti, nonché cantanti, musicisti, comici e pensatori ma, soprattutto, cittadini incontreranno cittadini, per condividere tra loro la voglia di riscattarsi, di prendere in mano le redini del loro futuro e continuare, o ricominciare, a sperare.

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Cosa c’è nel sacchetto? Lo scopriremo presto!

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Marco Ahmetovic, ovvero il mondo alla rovescia

Che il killer vada sempre di moda ce ne siamo accorti da un pezzo. C’è una sorta di fascino perverso che ci attira, anche se non lo ammettiamo, e  ci spinge a cercare notizie sui motori di ricerca, a spulciare le cronache di qualche noir italiano, a fare le ore piccole insieme a Vespa e Mentana, e a dividerci tra colpevolisti e innocentisti.
Nella fioritura dei thriller di stagione spicca il nome meno noto di Marco Ahmetovic, il rom ubriaco che, lo scorso 23 aprile, al volante di un furgone uccise 4 ragazzi sui propri motorini ad Appignano del Tronto. Ebbene, dopo la  sua”vacanza” passata al residence di Porto d’Ascoli,  la settimana scorsa l’Ansa ha scritto che il rom percepirà ottomila euro per la cura della sua “immagine pubblica”, e cinquantamila euro per i “diritti d’autore sul suo libro”.

A gestire l’immagine del ragazzo è l’agente Alessio Sundas (nome non nuovo agli spettatori di Mi manda Rai3). Tra Ahmetovic e l’agenzia di Sundas sarebbero già intercorsi fax di conferma dei contratti relativi alla loro collaborazione, che faranno del responsabile del tragico incidente di Appignano del Tronto un protagonista della società rovesciata di oggi.
Non solo. Oggi c’è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Lo stesso rom sarebbe diventato il testimonial di una campagna pubblicitaria per una linea di abbigliamento e accessori. Lo ha rivelato l’on. Gabriella Carlucci di FI. Denunciando l’operazione “di un cinismo spaventoso” la parlamentare ha invitato ad ignorare la campagna di Ahmetovic che rischia di diventare una celebrità.
Su questa vicenda, dopo i clamori della blogosfera, si cerca ancora di speculare utilizzando l’immagine di un assassino per vendere libercoli e capi di abbigliamento, abbassandosi a svendere non solo la propria coscienza, ma anche il senso civico che dovrebbe suggerire rispetto per i parenti delle vittime.

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Disabili, tremila euro per un mouse

Pubblico una lettera di Fabio Pavone, lettore di questo blog, per rendere pubblica una situazione che lo vede coinvolto. Chiedo a tutti i lettori che si riterranno colpiti da questo caso di effettuare pressione sui vertici della regione Abruzzo o ancora meglio del governo centrale.

Cappelle Sul Tavo 16/marzo/2007

Al Presidente della Regione Abruzzo On. Ottaviano Del Turco

All’Assessore alla Sanità  e al Sociale Bernardo Mazzocca

All’Assessore alla Cultura e alle Politiche Sociali Elisabetta Mura

Al sindaco del comune di Cappelle Sul Tavo Antonio Ridolfi

Cari amministratori,
mi chiamo Fabio Pavone, ho 28 anni e vivo a Cappelle Sul Tavo. Sono affetto da distrofia muscolare di Douchenne che mi costringe a letto da ormai 11 anni.
Vi scrivo per denunciarvi una situazione che ha dell’assurdo.
Per vocazione naturale amo informarmi e usare tutti i mezzi di diffusione telematica dell’informazione. Ogni giorno quindi uso il computer per accedere ai vari portali d’informazione mondiali, ma la mia condizione fisica non mi permette di usare un normale e comunissimo mouse.
Questa difficoltà sembrerebbe facilmente risolvibile semplicemente utilizzando un mouse di nuova concezione che mi permette di muovere il puntatore sullo schermo tramite il movimento delle labbra. Questo mouse ha il nome di
INTEGRAMOUSE ed è prodotto da un’azienda austriaca la LIFE TOOL.
Fino a qui sembra tutto normale, fino a quando non arriva la fattura dove sono riportati i costi dell’intero impianto: ben 3000 euro!!! Credo che tutti possano arrivare a pensare che è assurdo per un privato spendere una cifra così importante, semplicemente per un mouse.
Questa analisi però nasce da una visione limitata della realtà, perchè per me, è fondamentale riuscire a muovere il puntatore del mouse per esercitare un diritto fondamentale di ogni essere umano: IL DIRITTO ALL’INFORMAZIONE.
Allora a questo punto nascono spontanee due considerazioni: la prima è che è pazzesco speculare in questo modo sul bisogno di persone che non hanno la possibilità fisica di esercitare i propri diritti; è impossibile e quantomeno assurdo pretendere che un oggetto simile arrivi a costare 3000 euro. La seconda considerazione è per me la più importante; è evidente che la regione Abruzzo manca di un reale servizio assistenziale e di rimborso alle famiglie per spese di questo livello, considerando che in molte altre regioni italiane questo è un servizio gratuito e totalmente rimborsato.
Bisogna considerare, però, anche chi non ha la possibilità di acquistare questo tipo di attrezzatura e che di conseguenza non può avere accesso alla vera informazione, all’informazione indipendente, quella telematica. Credo che le sensibilità politiche e umane degli amministratori a cui è rivolta questa mia, non possano ignorare il problema che affligge me e non solo, considerando che la distrofia è una malattia con molta incidenza sull’Abruzzo.
Auspico un’inversione di rotta dell’intera politica assistenziale che renda davvero questo sistema sociale giusto e privo di discriminazioni.

P.S. allego la copia della fattura dell’INTEGRAMOUSE.

Cordiali saluti Fabio Pavone

Sono passati quasi tre mesi dall’invio di questa lettera e nessuno si è permesso di rispondere.