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Il 12 ottobre alcuni “bastardi” si sono introdotti in casa e tra tante cose hanno portato via il mio notebook Toshiba Satellite M60-166.

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Acquistato nel maggio del 2006, è stato un compagno di lavoro instancabile e affidabile. Il lato positivo è che tutti i dati contenuti erano criptati, inoltre il giorno prima avevo effettuato un backup totale su un’unità esterna.
Ho fatto regolare denuncia alla Polizia di Stato e ho segnalato il furto alla Toshiba che inserirà il numero di serie in un suo database online e lo inoltrerà a tutti i suoi centri assistenza. Proprio da questo database ho potuto notare che l’Italia (con quasi 3.000 unità) è la terza in Europa, dopo Francia e Germania, per notebook rubati.
Secondo dati diffusi dall’FBI il 90% dei notebook non vengono mai ritrovati. Quindi non mi faccio illusioni. Symantec, inoltre, stima che in media ciascun notebook possa contenere informazioni per un valore di 972$ ma che i dati sensibili e di proprietà intellettuale immagazzinati in alcuni laptop possano raggiungere anche valori di diversi milioni di dollari. Oramai è purà leggenda metropolitana la storia del ladro commosso da aspirante dottoressa.
I notebook, che ormai rivestono un ruolo centrale sia per il lavoro che per lo svago di tante persone, possono però, essere protetti con un pò di buon senso (che il sottoscritto non ha avuto) e da alcuni semplici accorgimenti, specialmente quando siamo in viaggio.
Ecco la lista di suggerimenti di Kensington:
1) Non lasciare mai il laptop incustodito in un’area accessibile al pubblico o in un ufficio che non è il tuo;
2) Riponi il tuo notebook quando non lo usi;
3)  Ancora sempre il tuo notebook alla scrivania o ad un mobile con un cavo di sicurezza durante i meeting o quando resta a lungo nello stesso posto. (Ad esempio il Kensington MicroSaver con allarme incorporato che ho acquistato per il mio nuovo computer);
4) Assicurati che il tuo portatile non venga prestato ad altro personale senza la tua specifica autorizzazione;
5) Quando viaggi in auto aggancia il tuo portatile se non è in uso;
6) Quando viaggi in aereo porta sempre il tuo notebook con te nel bagaglio a mano;
7) Se ti trovi in un bar o in un ristorante accertati sempre che la tua borsa portacomputer sia sotto controllo: ad esempio mettendo la tracolla sotto la tua sedia;
8) Quando sei in un hotel aggancia il tuo laptop a qualche oggetto fisso o affidalo alla reception perché lo conservi nella camera di sicurezza.
9) Accendere un cero a qualche santo (aggiunto da me…);
In bocca al lupo!

via

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5 Commenti a “Toshiba Satellite M60-166 rubato! Numero di serie: Z5251832K”

  1. Ma come si fa a criptare i dati contenuti? la password utente di windonws è sufficiente ad impedire a mani esperte di accedere a dati che, potenzialmente, possono valere ben più dell’hardware?

    Anche io faccio spesso i backup su un hard disk esterno, ma se mi entrano in casa o in ufficio possono trovare l’hard disk vicino a Pc o Laptop…

    ELMANCO / Stefano Ricci

  2. La password di Windows non serve a nulla! Basta riavviare il pc in modalità provvisoria ed è facilmente rimovibile senza parlare anche della password del bios, rimovibile anche quella. Basta rimuovere per 10 secondi la batteria e il Cmos si resetta.
    Per decryptare i dati io uso un ottimo programma open source TrueCrypt; è anche in italiano. E’ di facile utilizzo e ti permette di creare sul tuo HD delle partizioni nascoste e criptate con sistemi complessi che hanno in dotazione all’FBI. Praticamente infallibili. Magari solo quelli dell’FBI possono decriptarli!…
    Per i notebook invece un buon sistema per poterli rintracciare via Web è quello della zTrace, o della Computrace o della CyberAngel.
    Vedi questo link della zTrace:
    http://www.ztrace.com/zTraceGold.asp

    Pino Tortorelli

  3. Grazie dei consigli!

    ELMANCO / Stefano Ricci

  4. Una domanda però sorge spontanea: e se il ladro rimuove o cancella tutto il contenuto del disco fisso del computer rubato? Addio a ogni possibilità di risalire a lui e al computer?

    mitika

  5. Apparentemente è così, o meglio lo si riteneva fino alla fine di maggio del 2003, quando diverse testate informative online hanno parlato della Softex, una ditta statunitense di Austin che ha annunciato una soluzione più radicale e meno facile da aggirare.
    TheftGuard, questo è il nome del prodotto, è indipendente dal sistema operativo del computer e risiede nel BIOS della macchina, per la precisione in quelli sviluppati dalla Phoenix, uno dei maggiori sviluppatori per PC compatibili x86.
    Il programma si appoggia al “Core Managed Environment” della Phoenix e ogni volta che il calcolatore viene connesso ad Internet invia un “ping”, un segnale al sito della ditta, dove il numero di serie verrà confrontato con quello delle macchine rubate. In caso affermativo si potrà non solo, come con gli altri programmi, rintracciare l’IP ma addirittura procedere a disabilitare alcune funzioni del PC o cancellarne i dati.

    Pino Tortorelli

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