Videos of the week: il fenomeno Banksy

Immaginate, camminando per strada, di notare sull’asfalto una linea di colore. Incuriositi, decidete di seguirla, isolato dopo isolato. Dopo aver percorso un lungo tragitto, svoltato l’angolo, vi trovate all’improvviso davanti a un muro, ove la linea di colore termina; precisamente, davanti alla realistica immagine, realizzata a stencil, di un pennarello tenuto in mano da un poliziotto. Quest’opera, realizzata a Londra nel 2005, non è che uno dei sorprendenti lavori di Banksy (www.banksy.co.uk), lo street-artista indubbiamente più apprezzato e noto in circolazione.
Banksy è probabilmente lo pseudonimo di Robert Banks, nato a Yate vicino a Bristol nel 1974. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l’etica. I suoi disegni, fatti con una tecnica di disegno distintiva e particolare, a volte accompagnati da slogan, sono apparse in molte città del mondo.

Il messaggio di solito e contro la guerra, l’anti-capitalistico, l’anti-istituzionale e a favore della pace. I soggetti sono animali come scimmie e ratti, poliziotti, soldati, bambini e anziani. Fa anche adesivi e sculture, come la famosa “cabina telefonica assassinata”. Il carattere effimero di tali lavori è sostituito talvolta da segni più invasivi, che molti, a torto o a ragione, ritengono vandalici. Ad esempio in un intervento urbano ha prolungato le strisce pedonali sul marciapiede, per poi continuarle per qualche metro anche sul muro di un edificio.
Wittgenstein segnala il “fenomeno Banksy” e come le sue opere siano particolarmente apprezzate dai collezionisti di arte contemporanea. Riporta Msnbc.com che secondo Bonhams Auctioneers, in una recente asta alcune creazioni di questo artista siano state vendute per circa 654 mila euro.

Una delle caratteristiche che ha reso famoso Banksy è la sua abilità di entrare nei musei più importanti del mondo e appendere delle sue opere tra le altre già presenti. Spesso passano giorni prima che qualcuno si accorga dell’intrusione. I suoi temi preferiti in questi casi, sono quadri dipinti in perfetto stile settecentesco, con l’aggiunta di alcuni particolari completamente anacronistici (nobili del Settecento con bombolette spray, dame di corte con maschere antigas, ecc.). Ha sparso Londra con stencil di topi, i famosi “rats”. Uno dei suoi più famosi murales, quello con gli attori di Pulp Fiction che stringono banane anzichè pistole, è stato recentemente rimosso: il suo valore stimato si aggirava intorno ai 400 mila euro.

Nell’agosto del 2005 Banksy ha realizzato dei murales sulla barriera di separazione israeliana, costruito dal governo israeliano nei territori occupati della Cisgiordania (soprattutto a Belén, Ramala e Abu Dis), combinando varie tecniche. Le caratteristiche di questi murales sono veri e propri squarci nel muro (realizzati con la tecnica del trompe d’oeil) che permettono di “vedere” cosa c’è dall’altra parte, di solito paesaggi tropicali, bambini che giocano, spiagge, animali.
Nel settembre 2006 Banksy fa circolare in 48 negozi sparsi in tutto il Regno Unito, delle copie parodia dell’album Paris di Paris Hilton. Oltre a presentare delle versioni modificate sia nel titolo che nella musica delle canzoni della starlet, nell’album si possono vedere delle immagini che ridicolizzano la Hilton.
Bansky è ormai un personaggio di culto nel mondo dell’arte. Nasce così Warhol vs Banksy, organizzato dal Pollock Fine Art e Hospital; si tratta di un’esibizione in cui quaranta opere d’arte vengono remixate secondo lo stile dei due artisti.
Se non siete ancora sazi ecco una lunga carrellata delle sue opere su Flickr.

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2 Comments

evacarriego  on novembre 27th, 2007

grande, non lo conoscevo
grazie

SBLOOB » Blog Archive » Il tuo messaggio sulla barriera di separazione israeliana  on febbraio 10th, 2008

[...] del fenomeno vi è sicuramente l’interessante iniziativa di Banksy fatta l’anno scorso. Adesso un gruppo di ragazzi olandese ha messo online il sito Web [...]

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